Ambienti diversi, stessa energia

La parola chiave è energia, l’energia che ci predispone positivamente di fronte a situazioni, persone o luoghi.
Un’energia latente e pronta a regredire o amplificarsi, avanzare e ritirarsi, proprio come la marea.
Ma a differenza di questa, non governata dalle leggi di gravitazione universale bensì regolata dal nostro atteggiamento interiore. L’energia è motivazione, l’energia è colore, l’energia è buonumore o malumore. L’energia è tutto.
Quasi tutto. Un luogo che ci infonde energia teniamo a rivisitarlo. Ci fa stare bene, ci rassicura sulla nostra zona di comfort, così come una persona.

Perché frequentiamo certi tipi di persone e non altre? Per una affinità interiore, per una condivisione di valori (non necessariamente di pensiero), perché ci fanno stare bene, perchè vibriamo sulle stesse frequenze.

Dal punto di vista fisico, tutti i sistemi tendono ad un minimo dell’energia per essere stabili, gli esseri umani tendono ad un massimo per essere attivi e proattivi. Sostanzialmente il risultato non cambia; sempre di energia si tratta.
Alla stessa stregua di come le piante hanno bisogno dell’anidride carbonica che noi rifuggiamo, al contrario noi necessitiamo di ossigeno che loro producono. Questo ci consente di passare ad un’altra osservazione: ciò che alcuni bandiscono, altri bramano.

Questo in dipendenza del carattere, della cultura, dell’età e del contesto sociale. Non è meraviglioso tutto questo? Quando si dice che “il mondo è bello perché è vario” non potremmo intendere forse tutto ciò? Se ognuno avesse gli stessi gusti di ogni altro, gli stessi sogni, amasse gli stessi colori e i medesimi contesti, non sarebbe forse tutto estremamente monocorda? La bellezza del mondo non sta forse nella sua varietà?

E la bellezza di tutto ciò che l’uomo crea non sta forse nella sua varietà. Se esistesse un solo musicista, esisterebbe una sola musica e un’unico tipo di pubblico. E invece no: abbiamo i Wagner e i Beethoven, i Vivaldi e i Mozart, i Beatles e Dylan, Gli U2 e i Pink Floyd. Nella varietà troviamo soddisfazione e bellezza, armonia e contrasto, vuoti di energia, picchi di energia. E troviamo, importantissimo, come questa si armonizza con il nostro sentire, il nostro essere, il nostro percorso di crescita interiore.

Come l’acqua spaccata dal tagliamare della barca è poesia per alcuni, diventa solamente sale negli occhi per altri. In questo sta la magia del mondo in cui viviamo.

E come da una pianta a cui rubiamo un frutto maturo, possiamo “rubare” al mondo ciò che più ci piace per alimentare di positività, la nostra quotidianità e il nostro essere. Quando vedo nuovi ambienti e nuovi contesti il primo pensiero non va ad un semplice “mi piace” o “non mi piace”, bensì a chi lo ha generato.

Questo mi consente di estrarre da ogni situazione, ciò che di positivo (per me) essa può regalarmi. E allora diventa una scommessa, un rompicapo, un elaborato teorema “la ricerca della felicità”, ovvero quella condizione che ti permette di convivere anche in contesti che non sono ritagliati per noi.

L’energia positiva esiste ma occorre saperla leggere, scovare, interpretare. Spesso la condizione energetica dell’essere umano è viziata dalla sua cultura, dalla sua formazione e dal contesto storico in cui è calata. Ma se la stessa donna, lo stesso uomo fossero proiettati in un mondo dissimile, non troverebbero forse soddisfazione anche in quest’ultimo? A maggior ragione se in un contesto ci si nasce. E fisiologicamente non saremmo diversi. Scientificamente potremmo definirlo adattamento, a dimostrazione che l’energia è ovunque. A noi saperla cogliere. Nel mio girovagare, come un’asteroide errante, rapito e governato dai principi della dinamica , mi sono imbattuto in due case di amici carissimi. Diversissime e nel contempo affascinanti. Allora mi sono posto l’equazione da risolvere: Persone amiche Ambienti diversi Energia altissima Ricordate la proprietà transitiva? Recita più o meno così:- se A è amico di B e B è amico di C, allora A è amico di C.

Questo non vale ovviamente per l’amicizia o almeno non è applicabile in maniera infallibilmente matematica.

Ma nella nostra cultura in cui la razionalità spesso diventa un pilastro fondamentale, diventa normale essere viziati da questa proprietà. In altre parole mi sono detto: Se A è l’energia, il primo ambiente è B e il secondo ambiente è C, cos’è che li lega. Come può da due ambienti così diversi scaturire questa potenza dirompente? Il legante siamo noi, nella nostra semplicità nel nostro spogliarci da tutti i dogmi, i luoghi comuni, le convenzioni.

Torniamo donne, torniamo uomini che nella loro essenza possono trovare una ragione d’essere. Solo in questo modo potremo respirare l’essenza di una persona, la magia di un luogo, l’unicità di una situazione. Scrolliamoci di dosso i ruoli, usciamo dal teatro della nostra quotidianità nella consapevolezza che il metterci a nudo sia la nostra arma più disarmante. Postuliamo il fatto che l’energia esiste, sempre, ed è ovunque. A noi saperla cogliere. Ordine e disordine. Ordine disordinato Disordine ordinato Geometrie euclidee. E in tutto questo il feng shui come c’entra? Penso che al di là di regole più o meno complesse, o sensazioni che l’essere umano percepisce in ordine a sue caratteristiche interiori, ognuno abbia il proprio feng shui: ognuno respiri il flusso energetico per come se lo aspetta, per il modo in cui lo legge. Un luogo, un’abitazione, uno spazio di lavoro si carica di energia nel tempo in cui è abitato.

Questo perché l’energia che ingloba è del tutto personale e pertanto positiva. Quando un luogo ci piace significa che ha tutti i presupposti per accoglierci e per entrarci nell’anima. Quando ci si affeziona allora significa che il luogo si è caricato della nostra energia, o noi della sua. In altre parole: abbiamo la stessa frequenza di risonanza.

E chi lo abita? Spesso la personalità di un luogo è una trasposizione architettonica dell’anima di chi lo abita. Questo non significa che se vedi una casa puoi conoscere chi la occupa ma certamente qualcosa riesci a carpire.

I proprietari hanno voluto rimanere nell’anonimato, semplicemente perché persone che amano una vita dietro le 48 49 quinte. E questo, in un mondo alimentato da qualunquismo, pressappochismo e sensazionalismi inutili ma di grande presa sulla mediocrità di tanta gente, depone a loro favore. Godere di ciò che si ha, poco o tanto che sia, amare ciò che si è godendo del sacrificio fatto per esserlo. Il tutto senza esibire nulla, ostentare ancor meno, e condividere quanto basta. Può essere una ricetta faticosa di questi tempi ma sicuramente la migliore.

Ho cercato quindi di abbinare una figura a ciascuno degli ambienti per come la fantasia mia e dei proprietari poteva crearla. In realtà, gli attori sono la trasposizione dei padroni di casa o come loro stessi erano un tempo prima di costruire a loro immagine e somiglianza il nido in cui vivono.